Rossella Accardi

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La “Cattedrale del Jazz”

Il lungo assolo di Simon Rodia tra improvvisazioni e cromatismi

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1967.I Beatles pubblicano l’album Sgt Pepper’s Lonely Hearts Club Band che molti di certo ricorderanno per l’affollata copertina.

Attorno ai Beatles, posti al centro nel ruolo della Banda del Sergente Pepper, campeggiano volti noti del panorama musicale e non, e tra i diversi personaggi l’unico italiano: Simon Rodia.


 

Ma quale opera lo ha reso grande tanto da essere stato scelto ed immortalato dalla band? Lascio rispondere al gruppo rock dei Santo Niente attraverso le parole del loro brano (che vi invito ad ascoltare) dedicato a Sabato Simon Rodia.

 

“Per 30 anni in ogni ora libera dopo il lavoro, con vetri azzurri o verdi, fil di ferro e cemento, con acciaio, cocci e sudore. Con le mie mani e nient’altro costruisco la torre che piace alla gente e io la chiamo …Il nostro villaggio”.

Simon Sabato Rodia, emigrante italiano negli Stati Uniti, muratore ed analfabeta, decide di realizzare qualcosa di unico, ripetendo a se stesso che sentiva di dover fare qualcosa che sarebbe piaciuto alla gente…

"I have to do something, I build the tower people like ..." queste le parole dell’artista.

 

Definito eroe della costruzione solitaria, nell’arco di trentatre (dal 1921 al 1954) realizza nella zona di Watts alla periferia di Los Angeles, diciassette strutture di diversa altezza costruite con semplici strumenti e decorate con materiale di scarto come tegole rotte, piatti, bottiglie.

 

Ne nascono le Watts Tower, ieri strane opere erette da un ben più strano personaggio, oggi sito protetto dall’Unesco.

Cemento, acciaio ed un progetto già formato nella mente di Rodia hanno reso possibile lo svettare di queste strutture a torre, tra le quali le più alte fino a 30 metri.

Simon Rodia, nato e vissuto fino all'età di quindici anni a Ribottoli in Serino, un piccolo centro in provincia di Avellino, quando emigrò negli Stati Uniti d'America  portò con se’ reminiscenze di una delle più sentite tradizioni campane, quella dei Gigli di Nola. I Gigli, sono costruzioni di legno ad obelisco che vengono portate in processione in occasione della festa patronale dedicata a San Paolino.

 Come un “mastro” procedette ad una trentennale Aizata d'a borda (è così che viene chiamata dai nolani la costruzione del giglio) seguita da ʾA vesta nova ossia la decorazione, o meglio la vestizione dei Gigli.

Il risultato, definito dallo stesso Rodia “Nuestro Pueblo”, è una commistione di consistenza, colori e svettante vitalità che nasce principalmente da una necessità interiore dell’artista, né veicolato da alcuna formazione artistica pregressa né da esigenze dell’Apparire.

 La necessità dell’Anima: il preludio che rende stra-ordinaria e pregna di genialità l’Arte.

 

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